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日志


10月2日

Intervista Flavio Alaia Giornale "A20" Settembre 2009



Flavio Alaia è un nostro giovane concittadino che a soli 22 anni pubblica il suo
primo racconto: Gocce di Stelle. Un libro che, per la fluidità dello stile e per le
interessanti e appassionanti riflessioni di cui è pervaso, si legge tutto d’un fiato.

Flavio, come è nata l’idea di scrivere un racconto?
Ho sempre pensato di scrivere un romanzo, poi, circa due anni fa, in un periodo
particolare della mia vita, ho trovato lo stimolo per poter mettere giù tutti quei
pensieri che avevo dentro e, così facendo, mi sono accorto che queste mie riflessioni
cominciavano ad assumere la forma di una storia, una storia con un inizio e una fine.
Questo libro è nato, infatti, in maniera molto lineare, come se l’idea di ciò che volevo
scrivere fosse già presente in me.

C’è qualche autore a cui sei particolarmente affezionato?
Sicuramente Antoine de Saint Exupéry con Il piccolo Principe, un romanzo
meraviglioso che consiglio a chiunque di leggere. Paulo Coelho, è un altro scrittore
che amo molto. Tra i poeti, direi Pablo Neruda, una passione trasmessami da mia
madre con un suo vecchio libro di poesie, e senza dubbio Pedro Salinas. Sono autori
che mi emozionano tantissimo.

Cosa sono le Gocce di stelle, e chi sono invece Hamal e Sophie?
Per quanto riguarda Sophie, diciamo che non c’era una ragazza vera e propria,
piuttosto c’era un volto che in quel periodo ricorreva nei miei pensieri. Questo volto
apparteneva ad una ragazza del segno dell’Ariete. Dato che Hamal è la stella più
importante della costellazione dell’Ariete, ho pensato che se avessi dovuto trovare
una stella che mi mettesse in contatto con questa ragazza, il modo più romantico per
farlo era pensare alla stella più grande della sua costellazione. Da qui Hamal. Le
Gocce di stelle, invece, sono l’elemento attraverso cui, durante e poi alla fine del
racconto, si crea una connessione tra il protagonista, la stella e l’amore lontano.

Flavio, ad un certo punto del tuo libro parli dell’importanza che per te ha la
scrittura, uno strumento che ti consente di dare libero corso a tutti quei pensieri
che oralmente non riusciresti ad esprimere.
Si, lo scrivere è per me una valvola di sfogo. Baricco dice che la scrittura è una forma
sofisticata di silenzio. Io, attraverso la scrittura riesco a liberarmi di tutti quei
pensieri, quelle paure, emozioni che ho dentro e che se rimanessero dentro mi
farebbero male. La scrittura è diventata per me un’attività imprescindibile.

In un capitolo del racconto scrivi: “(…) Credo che ci sia un tempo per
rimpiangere, un tempo per sognare e un tempo per essere felici. (…) Il tempo per
essere felici è questo. (…) Il presente”. Flavio, tu riesci a vivere il presente in
modo così sereno?
Diciamo che questa riflessione è più dell’io narrante che dell’autore stesso. Ci sono,
purtroppo, delle situazioni in cui il presente lo vivi con angoscia, con ansia. E’
difficile essere felici solo per l’attesa di una risposta, soprattutto se questa risposta
può condizionarti la vita. Direi che questa riflessione è, più che altro, un’esortazione
a vivere il presente in modo più sereno. Un consiglio che non smetto mai di dare in
primis a me stesso.

Hai già qualche altro progetto per il futuro?
Si. Sto scrivendo un racconto e sto a buon punto per il mio primo romanzo. Si tratta
di un progetto che, a differenza di Gocce di Stelle nato in periodo particolare della
mia vita e quindi scritto di getto, risale a circa tre anni fa ma che solo adesso sento di
avere la serenità per continuarlo. Posso dire che Gocce di Stelle se non mi ha
cambiato mi ha fatto sicuramente maturare influenzando anche il modo di scrivere
questo romanzo.

Il libro è dedicato ad una persona, il prof. Fabio Maniscalco. Che ruolo ha avuto
nella tua vita?
E’un professore che ho conosciuto all’università, un candidato al premio nobel per la
pace 2007 che purtroppo è venuto a mancare l’anno scorso, un uomo meraviglioso
con una storia splendida.
Ha lavorato a livello internazionale per la tutela dei beni culturali, ha lavorato con
l’esercito italiano in Kosovo dove ha contratto un tumore con l’uranio impoverito e
così a soli 42 anni è scomparso. La sua storia è poco conosciuta. Io strinsi un patto
con me stesso: se il libro avesse visto la luce, l’avrei dedicato a lui. Ci tengo a che la
sua vicenda abbia la risonanza che merita.

Dove possiamo trovare Gocce di stelle?
Sicuramente è ordinabile alla Feltrinelli dove ci stiamo adoperando per organizzare
una presentazione, ma potenzialmente lo si può ordinare in tutte le librerie.

Flavio, cosa vorresti fare da grande?
Mi piacerebbe diventare scrittore a tempo pieno. Credo che sia molto fortunato chi
riesce a fare della propria passione e del proprio talento il lavoro con cui vivere. Per
me, vivere trascrivendo semplicemente le mie emozioni, i miei pensieri, sarebbe
qualcosa di meraviglioso. Speriamo che possa andare così!

Un augurio a che questo giovane esordiente scrittore “riesca a fare della sua
passione il suo lavoro”. Ad maiora.
Tiziana Barone